Alfonso Signorini torna a parlare pubblicamente in un momento importante della sua vita professionale e personale. Accolto con un lungo applauso all’Arena di Verona, dove firma la Bohème di Puccini, il giornalista e volto televisivo si è raccontato in una lunga intervista, toccando anche il periodo seguito allo scandalo legato alle chat intime diffuse da Fabrizio Corona.
L’accoglienza all’Arena di Verona
Signorini ha descritto con emozione il suo arrivo alla fiera di Verona per la prima prova, quando si è trovato davanti solisti, mimi, figuranti e coristi pronti ad accoglierlo con un applauso lunghissimo. Un gesto che, come ha spiegato, non ha avuto bisogno di ulteriori parole o spiegazioni.
Per questa lunga estate, il conduttore vive in una tenuta isolata sulle colline vicino a Verona, da dove sta seguendo questa nuova fase della sua attività artistica.
Le parole sullo scandalo e sulla “bolla”
Ripercorrendo i mesi successivi alla diffusione delle chat intime, Signorini ha spiegato di essersi protetto costruendo una sorta di “bolla”, utile per sopravvivere a quello che definisce un clamore enorme e una gogna mediatica.
Alla domanda su chi non riesca a reggere una situazione simile, la sua risposta è stata netta: “Si ammazza”. Ha poi aggiunto di aver superato quel passaggio con soddisfazione, grazie anche al sostegno del compagno, rimasto al suo fianco giorno dopo giorno.
Tra gli elementi che lo hanno aiutato, Signorini ha indicato la coscienza, la fede e una stabilità economica che gli ha permesso di difendersi. Da qui anche la scelta di isolarsi da social, televisione e giornali.
La direzione di Chi e il rapporto con il mondo dello spettacolo
Signorini ha chiarito che la decisione di lasciare la direzione di Chi era stata presa e concordata con l’azienda già molti mesi prima che esplodesse tutto. Ha spiegato di sentirsi da tempo stanco e fuori posto in quel ruolo.
Ripensando al suo percorso, ha ammesso di non essersi mai davvero identificato con il mondo dello spettacolo, neppure nei periodi in cui lavorava in televisione. Oggi, ha detto, preferisce le persone comuni, che in strada lo fermano per esprimergli solidarietà.
I silenzi che hanno ferito Signorini
Tra gli aspetti che gli hanno dato più fastidio, Signorini ha indicato soprattutto il silenzio di alcune persone che in passato si erano mostrate amiche e solidali, anche con lettere e biglietti di stima, e poi sono sparite senza neppure un messaggio al telefono.
Ha parlato anche del silenzio di alcune figure del mondo politico e giornalistico, sottolineando come tacere significhi, a suo avviso, essere conniventi con un sistema che potrebbe colpire chiunque. Ha poi definito molto grave anche il silenzio su una forte omofobia, aggiungendo che nemmeno le organizzazioni LGBTQ sono intervenute in sua difesa.
Il futuro tra teatro e televisione
Oggi Signorini dice di essere felice di non avere più nessuno “sul suo carro” e di non voler più permettere a chiunque di salirci. Al tempo stesso, non rinnega la sua generosità e lascia aperta la possibilità di un ritorno in televisione, senza però considerarlo un passaggio immediato.
Per il momento, la sua attenzione è concentrata sulle opere teatrali e sul lavoro legato a Puccini. Guardando al passato, ha ribadito che rifarebbe tutto e di non aver fatto nulla di cui vergognarsi. Intanto, all’Arena di Verona, il pubblico continua a premiarlo con applausi calorosi.
