Mediaset punta forte su Milo Infante e costruisce attorno al giornalista una partenza articolata tra Canale 5 e Rete 4. Un lancio che coinvolge più fasce orarie e che, nelle intenzioni dell’azienda, serve a far conoscere il conduttore a un pubblico più ampio.
Un avvio in più fasi tra mattina, pomeriggio e prima serata
Il primo appuntamento è fissato per lunedì 24 agosto, data ribattezzata da alcuni come Infante Day. In mattinata partirà Ore 11 su Rete 4, mentre dal 1 settembre arriverà in prima serata su Rete 4 Verità Nascoste, ogni martedì.
Nel mezzo ci sarà anche un passaggio su Canale 5: per due settimane, dal 24 agosto, Milo Infante sarà in onda nel pomeriggio, dalle 16:45 alle 18:45, in una collocazione pensata come lancio promozionale del nuovo progetto.
Le parole di Milo Infante
Interpellato dall’Ansa, Infante ha spiegato che si tratta di una sperimentazione sulla rete ammiraglia del gruppo e di un primo test per il pubblico Mediaset. Il conduttore ha sottolineato che l’obiettivo non è impostare una sfida diretta alla Rai, ma presentare un volto nuovo in una rete diversa da quella abitualmente associata al suo lavoro.
Infante ha definito questo percorso un’occasione importante, anche perché comporta un passaggio su una realtà editoriale nuova e una costruzione dell’ascolto che non si esaurisce nel primo giorno di programmazione.
Un progetto pensato su più programmi
La linea editoriale resta quella già nota: cronaca nera e attualità, con una squadra che unisce professionalità provenienti da Videonews e da ambienti Rai. Ma Ore 11 e Verità Nascoste non si limiteranno alla cronaca nera: ci sarà spazio anche per la politica.
Infante ha parlato anche della fase politica e della campagna elettorale, spiegando di preferire un approccio che parta da ciò che non ha funzionato, da ciò che poteva essere fatto in modo diverso, prima di arrivare alle proposte future.
Tra Mediaset e Rai, un cambio di prospettiva
Nel nuovo assetto, il giornalista ha anche evidenziato come per lui ci sia margine per crescere e imparare cose nuove. Ha definito significativo il fatto che, a 58 anni, si apra per lui una fase professionale diversa, che considera stimolante.
Infine, parlando del caso Garlasco, Infante ha osservato che è giusto parlarne con misura, ma senza dimenticare l’interesse del pubblico: televisione e giornali, ha ricordato, vivono anche delle risposte e dell’attenzione degli utenti.
