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Edoardo Scotti parla de La Ruota della Fortuna: “Contano format e conduttore”

Edoardo Scotti, figlio di Gerry Scotti, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato anche de La Ruota della Fortuna, oltre che del suo rapporto con la televisione e con il lavoro dietro le telecamere.

“Due cose fanno la differenza”

Commentando il programma tornato al centro dell’attenzione televisiva, Scotti ha spiegato che, secondo lui, ci sono due elementi decisivi per il successo de La Ruota della Fortuna: da una parte la qualità del format, dall’altra la bravura del conduttore.

Nel corso dell’intervista ha anche osservato come, nella televisione italiana, spesso si preferisca puntare su formule già collaudate, rinnovandole e riproponendole. Un meccanismo che, a suo dire, può ridurre gli spazi per la creatività.

Il giudizio su Gerry Scotti

Parlando di suo padre, Edoardo Scotti lo ha definito un grande professionista. Ha ricordato che l’operazione de La Ruota della Fortuna presentava anche dei rischi, soprattutto per il confronto con il leggendario Mike Bongiorno, ma ha sottolineato che l’esperimento ha funzionato.

Ha poi aggiunto un dettaglio molto concreto sulla sua semplicità: in camerino, Gerry Scotti chiede il riso in bianco, con una sola regola ferrea legata all’acqua, che deve essere fresca.

La sua esperienza davanti alla telecamera

Nel racconto di Edoardo Scotti c’è anche spazio per una breve parentesi personale davanti alla macchina da presa. Ha spiegato che, più di dieci anni fa, ha preso parte una sola volta a un progetto televisivo: Lo Show dei Record, quando serviva qualcuno che “galoppasse” per un mese in America.

Un’esperienza che ha definito divertente, anche se in quel periodo non sono mancate le critiche, legate al fatto che fosse il figlio di Gerry Scotti. Per lui, però, la posizione da sempre era chiara: stare dietro la telecamera, non davanti.