Pierluigi Diaco torna a parlare del caso nato dopo il suo monologo a BellaMa’ e, raggiunto da Le Iene, affida a un nuovo sfogo la sua versione dei fatti. Il conduttore ribadisce di non aver fatto nulla di sconveniente e rilancia la propria posizione su Alberto Ravagnani, su Ballando con le Stelle e, soprattutto, sulla pressione esercitata dai social.
Diaco: “Non cedo al ricatto della dittatura social”
Nel confronto con Gaston Zama, Diaco chiarisce di sentirsi nel giusto e di non gradire l’era digitale, definita da lui una sorta di “fiera della vanità”. Il conduttore sottolinea di non avere social e rivendica il valore della radio e della televisione come strumenti di espressione più importanti.
Tra i passaggi più netti del suo intervento c’è il riferimento alla “dittatura social”, che Diaco dice di non voler subire. In questa cornice, ribadisce anche la propria identità personale e culturale, spiegando di essere cattolico, conservatore e di considerare normale amare un uomo e amare una donna.
Il riferimento a Ravagnani e la difesa dell’intervista
Parlando di Alberto Ravagnani, Diaco sostiene che le domande poste in trasmissione fossero coerenti con il racconto personale e intimo che accompagna ogni clip di Ballando con le Stelle. Secondo la sua ricostruzione, avrebbe semplicemente seguito quella narrazione, facendo domande che, a suo dire, qualsiasi giornalista avrebbe potuto fare.
Il conduttore ha anche raccontato di aver convocato Ravagnani in camerino per spiegargli che l’intervista non sarebbe stata leggera, ma “tosta e sincera”. L’ex sacerdote, sempre secondo Diaco, avrebbe accettato.
Il nodo di BellaMa’ e il richiamo a Ballando con le Stelle
Nella sua replica, Diaco punta il dito anche contro il modo in cui è stata letta la vicenda, tornando a citare Ballando con le Stelle come contesto da cui è partita la discussione. Per lui, il punto è che il programma costruisce spesso le proprie clip su racconti molto personali, e che proprio su quei contenuti si è concentrato il suo approccio.
Resta il fatto che la sua conduzione dell’intervista ha suscitato forti critiche. Nel dibattito si è parlato di toni eccessivi e di un’impostazione giudicata da molti troppo dura, mentre Diaco continua a rivendicare la legittimità del suo modo di fare domande.
In chiusura, il conduttore osserva che Ravagnani non conosceva BellaMa’, aggiungendo che il programma non è noto a tutti. Un passaggio che, nelle sue parole, non cambia però il senso della sua intervista: secondo Diaco, lui si è limitato a fare il proprio lavoro.
