Sigfrido Ranucci è stato accolto da una folla alla Garbatella, a Roma, dove ha presentato il libro Il Ritorno della Casta. L’occasione è diventata anche un momento per chiarire ancora una volta la sua posizione: nessuna candidatura e nessun interesse a passare alla politica.
“Voglio continuare a fare inchieste”
Ranucci ha spiegato di voler proseguire nel suo lavoro di giornalista d’inchiesta, ruolo che rivendica con forza da anni. “Ma quale candidatura, ma quale politica: io voglio continuare a fare inchieste”, ha detto, sottolineando di aver lavorato per 35 anni in questo ambito.
Ha poi aggiunto di non volersi misurare con la politica, definita da lui un mestiere troppo serio e complesso, nel quale non si sente all’altezza. Per questo, ha ribadito, non è sua intenzione candidarsi.
Il riferimento ai dati e a Mentana
Nel corso delle sue dichiarazioni, Ranucci ha parlato anche del sondaggio Swg pubblicato da La7. Ha ricordato il dato del 7% di gradimento, ma soprattutto ha citato un altro elemento: secondo il 63% degli italiani sarebbe credibile per guidare il Paese.
Su questo punto, ha lanciato una frecciata a Enrico Mentana: “Ma Mentana questo non lo dice”.
Le parole sulla Rai e sul futuro
Ranucci è tornato anche sul tema del suo spostamento dai vertici di Viale Mazzini. Ha ipotizzato che la Rai possa temerlo più come conduttore che come giornalista, ma ha ribadito che il suo obiettivo non è entrare in politica. Il suo desiderio, ha spiegato, è tornare a fare inchieste.
Guardando avanti, ha detto di voler continuare il proprio impegno civile, con particolare attenzione ai diritti civili e alle persone più fragili e bisognose. Sul dove e sul come, ha concluso, “vedremo”, perché per lui conta restare attivo in ogni contesto in cui sia possibile farlo.
